La Federazione Sindacale di Polizia (FSP) denuncia l’operato del governo.
C’è un limite che un governo non dovrebbe mai oltrepassare: quello del rispetto dei diritti fondamentali. E invece il governo di Giorgia Meloni lo ha fatto ancora una volta.
A denunciarlo non è l’opposizione, ma chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese: i sindacati di polizia. Parliamo di migliaia di donne e uomini in divisa a cui viene negato perfino il riconoscimento della propria rappresentanza sindacale. Oltre 3.500 poliziotti cancellati con un tratto di penna.
Il decreto sulla rappresentatività – inserito nel Milleproroghe – congela la situazione al 2021, ignorando anni di adesioni, cambiamenti, scelte libere. Tradotto: si falsano i numeri, si altera la democrazia interna, si calpesta la libertà sindacale.
È gravissimo. Non solo nel merito, ma nel metodo.
Si scavalcano i contratti, si invade uno spazio che dovrebbe essere regolato da accordi tra le parti, si impone una decisione politica senza alcuna motivazione. È un precedente pericoloso che colpisce proprio chi dovrebbe essere tutelato dallo Stato.
Questo governo parla di ordine e sicurezza, ma poi manca di rispetto a chi la sicurezza la garantisce davvero.
Quando si arriva a comprimere diritti sindacali fondamentali, non è più una svista o un errore tecnico. È una scelta politica precisa.
E noi non possiamo accettarla.

30 marzo 2026